PIERO RAGONE
è filosofo, ricercatore, scrittore, studioso di religioni e di esoterismo. Il suo campo d’indagine è tutto ciò che la scienza non è in grado di spiegare. Nel 2013 ha pubblicato Il Segreto delle Ere con la Macro Edizioni; il 2015 è la volta di Custodi dell’Immortalità, il 2016 è l’anno di Dominion – Le Origini aliene del Potere, entrambi editi da Verdechiaro Edizioni e Nexus Edizioni.
Nel 2017 riceve la laurea honoris causa in Scienze Esoteriche e pubblica Bloodlines, La Storia delle Due Linee di Sangue che Preparano l'Avvento del Messia e dell'Anticristo.
È ospite di convegni nazionali e internazionali e il suo nome è accostato ai maggiori interpreti della ricerca italiana e mondiale. È stato docente presso la Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo - Giacomo Catinella”, Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, Dipartimento UniMoscow, dove è stato titolare di due cattedre: Archeoastronomia Esoterica e Percorsi Iniziatici e Fenomenologia Angelica e Demoniaca.
L’esperienza dell’insegnamento si è tradotta nell’organizzazione di Seminari in cui vita vissuta e nuovi sentieri di Consapevolezza si intrecciano per rivelare I Segreti della Via Iniziatica.

lunedì 30 aprile 2018

PRAECLARUM CUSTODEM OVIUM LUPUM

Ottobre 2008: i Cradle of Filth pubblicano Godspeed on the Devil's Thunder; la canzone cardine dell’ottavo album in studio dei re del black metal sinfonico è Honey and Sulphur (“Miele e zolfo”), costruita su un refrain in latino che apre e conclude il brano; la monotonale, rigida cantilena in chiusura di H&S è una glaciale ricostruzione del clima greve di un’orrida Missa Negra.
Il ritornello latino, Praeclarum Custodem Ovium Lupum, liberamente tradotto “Il miglior guardiano del gregge è il lupo” è tratto dalle Filippiche di Cicerone, triste e severa constatazione della condizione del "gregge" umano che, incapace di affidarsi ad un Buon Pastore, necessita della forza e della paura per esser piegato, controllato e ricondotto all’ovile. 
L’analisi è impietosa: siamo un gregge che non sa disciplinarsi e che, per vivere pacificamente, deve auspicare la presenza minacciosa di un lupo famelico. La paura è l’anestetico con cui veniamo assopiti; la forza, il pugno duro, ordine e ordini sono le leggi dinanzi alle quali la presunzione di esser indipendenti e liberi crolla mestamente. 
L'impressione è che, in presenza di un dittatore gutturale, aggressivo e carismatico, oggi molti sceglierebbero spontaneamente di sottomettersi al suo bieco volere.
È davvero così?

Poco noto in Italia, il film "Lui è Tornato" (in tedesco Er ist wieder da) racconta la singolare storia di un Adolf Hitler tornato in vita nella Germania del 2014; costretto a districarsi in un habitat sociale diverso da quello che aveva costruito e che sognava per il futuro, il Führer redivivo parla con risolutezza, ottiene un successo mediatico fulmineo e, infine, comincia a reclutare fanatici volontari che aspirano a diventare il suo rinato Corpo di Guardia (le SS). 
Il tema della pellicola è come Hitler si rapporterebbe alla modernità e come la modernità reagirebbe ad Hitler: siamo pronti ad affrontarlo? Dopo le dure lezioni impartite dalla Storia, l’Umanità ha maturato la giusta consapevolezza per ignorare un falso Pifferaio Magico che solleva popolo contro popolo, muove gregge contro gregge e che costruisce un programma politico di odio e violenza (e, quindi, vincente) sul principio dell’ANTI e del sub-umano?
Io dico di no.
L’Umanità continua ad esser debole, immatura e incapace di resistere alla tentazione di affidarsi a belve che appaiono forti e decise (vedi l’esempio degli USA con Trump), che ricorrono alla minaccia sistematica come linguaggio diplomatico internazionale (“Le mie bombe sono più grandi e belle”, “Le nostre bombe sono buone”, “La Madre di tutte le Bombe” è materiale da lettino dello psichiatra). 

Sotto strati impietosi di smorfie, trucco e e ritocchi Photoshop, non c’è un corpo e non c’è un’anima. C’è quel buio che seduce come il Paese dei Balocchi. E in tanti ci cascano perché vogliono cascarci. L'odio attira odio. Il bugiardo si circonda di bugiardi.

Il "gregge" umano non è pronto per il Buon Pastore.
Per questioni cronologiche, Hitler (1889-1945) non ha potuto assistere alle performance della band di Dani Davey, che è stata fondata nel 1991, e non ha potuto ascoltare Honey & Sulphur (che avrebbe comunque disprezzato), ma era certamente a conoscenza dell’efficacia del proverbio latino, dato che a volte firmava con lo pseudonimo, Wolf, “lupo”, e chiamava le SS il “mio branco di lupi”. 
Tutto torna.
Un dittatore sta al popolo come un lupo al gregge; il suo scopo è condurci in un luogo sicuro? No, è sua intenzione divorarci.
E, prestate attenzione, il "lupus" di H&S dei Cradle non è Hitler; Hitler era solo un fantoccio di carne ed ossa, come tanti lo sono stati prima e lo sono ancora oggi.

Ci Vediamo al Bivio, Ragazzi.
VVB