PIERO RAGONE
è filosofo, ricercatore, scrittore, studioso di religioni e di esoterismo. Il suo campo d’indagine è tutto ciò che la scienza non è in grado di spiegare. Nel 2013 ha pubblicato Il Segreto delle Ere con la Macro Edizioni; il 2015 è la volta di Custodi dell’Immortalità, il 2016 è l’anno di Dominion – Le Origini aliene del Potere, entrambi editi da Verdechiaro Edizioni e Nexus Edizioni.
Nel 2017 riceve la laurea honoris causa in Scienze Esoteriche e pubblica Bloodlines, La Storia delle Due Linee di Sangue che Preparano l'Avvento del Messia e dell'Anticristo.
È ospite di convegni nazionali e internazionali e il suo nome è accostato ai maggiori interpreti della ricerca italiana e mondiale. È docente presso la Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo - Giacomo Catinella”, Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, Dipartimento UniMoscow, dove è titolare di due cattedre: Archeoastronomia Esoterica e Percorsi Iniziatici e Fenomenologia Angelica e Demoniaca.
L’esperienza dell’insegnamento si è tradotta nell’organizzazione di Seminari in cui vita vissuta e nuovi sentieri di Consapevolezza si intrecciano per rivelare I Segreti della Via Iniziatica.

lunedì 16 ottobre 2017

IL MONDO È UNA MINIERA D’ORO

Lei è sempre li. Un po' Alice, un po' Coraline, siede in un angolo, sempre lo stesso. Non parla, non partecipa. Ma è sempre lì che ascolta. Anche se ripeto la lezione due volte, vuol riascoltare perché – dice – quando ritorno su un argomento, c’è sempre qualcosa da imparare.
L’unico momento che mi concedo è un gesto rituale prima iniziare, quando faccio tintinnare il suo dono da lontano, quel dono che porto sempre con me, e di cui vi dirò alla fine.
Ultimo giorno, ultima lezione del primo anno. Avevamo avuto la stessa idea, scambiarci qualcosa che riassumesse, con un gesto, il senso di un percorso fatto assieme.
Quando entri nelle grandi librerie, ci sono questi cesti enormi colmi di peluche. Sono centinaia, tutti uguali, stoffa uguale, cuciture uguali, imbottitura uguale, macchina che li sforna uguale. Anche la targhetta che ne attesta l’autenticità è uguale. 
Ma quando ne scegli uno, uno tra i tanti, non è più un anonimo prodotto di fabbrica. Diventa quello che tu hai scelto. Mi piaceva perché sembrava avesse gli stessi occhi curiosi di quella che io chiamo “piccola pietra di giada”; dicono che questa bellissima roccia verde ha un potere magico, cura il cuore e veicola le emozioni.
Ho cosparso il piccolo peluche dai grandi occhioni con un’essenza che viene da lontano e che oggi non si produce più. Era il lascito di qualcuno che ormai è lontano e che non ritornerà mai più.
Quando le ho consegnato quel fagotto profumato, era come un attestato di fine anno e non mi aspettavo che avesse anche lei qualcosa per me. Quel soffice gomitolo di stoffa non era più un oggetto qualunque: era per un simbolo di gratitudine, un gesto di amicizia. Lei ha fatto il resto, ha caricato quel dono di significati più grandi, rendendolo ancora più prezioso. Lo porta con sé nei viaggi, lo custodisce come fosse un tesoro, È così che un oggetto uguale agli altri diventa un pezzo unico e raro, più bello, più lucente, che vale più di qualsiasi gioiello.
Come sarebbe il mondo se fossimo in grado di trasformare ogni anonimo scarto, se riuscissimo a far sentire ogni anima che crede di essere “una tra le tante” come se fosse ciò che è, un dono unico e raro? Cosa diventerebbe il nostro pianeta se ogni foglia di ogni albero, ogni pietra ai bordi della strada, ogni soffio d’aria, ogni animale, ogni fratello, ogni sorella, ogni altro abitante che si trova lontano, con il nostro aiuto, riscoprisse di essere un frammento unico e raro della Vita? 
Faremmo del mondo una miniera d’oro. Dove tutto risplende e ha valore.
E, infine, il suo dono. Una piccola bussola, molto fine, ricercata, discreta e semplice, di cui ho capito il significato un po’ di tempo dopo. Era un modo per dirmi: “Ormai ti conosco Prof; quando ti sentirai perso, saprai a quale bussola affidarti per uscire dal buio”. Ecco, un altro semplice oggetto che acquista un valore immensamente grande.

Chi zittisce e non ascolta, precipita il pianeta nell'ombra; chi vaga insegnando che questo pianeta è un laboratorio e noi un esperimento, non solo sbaglia sapendo di farlo. Offende e Vi manca di rispetto.
- Ci vediamo al Bivio, Ragazzi 
(anche se a volte proveranno a separarci)
VVB

giovedì 12 ottobre 2017

GLI ANUNNAKI SUMERI SONO GLI ARIANI DEI NAZISTI

Antico culto del Toro; Satanismo d’Élite (quello che si pratica nelle ville dei ricchi dove si riuniscono i potenti, anche in Italia); crociata contro i Catari; congiura contro i Templari; persecuzioni antisemite, Nazismo, celebrazione degli Anunnaki sumeri e mortificazione degli Elohim biblici: cosa unisce questi eventi in apparenza disgiunti?
La sottotraccia della Storia Umana racconta di Due Linee di Sangue geneticamente predisposte sin dalle origini ad accogliere, nel tempo stabilito, l’incarnazione terrestre di Jahweh e di Lucifero, il Cristo e l’Anticristo, il Salvatore e il Traditore.
Negli ultimi 100 anni abbiamo conosciuto due degli aspetti più efficaci della propaganda satanica: il Nazismo e la costruzione ad hoc della “Teoria degli Anunnaki”.
Cosa accomuna Nazi ed Anunnaki?
I Nazisti dell’Ahnenerbe sostenevano che, all’alba dei tempi, gli Ariani Celesti erano giunti sulla Terra per dominare il pianeta costituendo due imperi, quello Atlantideo e quello Sumero, in seguito spazzati via dal Diluvio Universale cagionato dai Creatori a causa del malcostume e della violenza che gli Intrusi avevano diffuso tra gli Uomini.
I fanatici nazisti acclamarono Hitler come il “Messia degli Ariani”; il suo compito era cancellare, prima che fosse tardi, ogni traccia della Stirpe davidica e del suo Discendente, e predisporre la Terra al dominio della Razza Superiore, gli Ariani Celesti con cui era entrato in contatto grazie al suo mentore, il maestro della Thule Dietrich Eckart, il quale disse del suo allievo: “Noi gli abbiamo fornito i mezzi per comunicare con LORO”.
Ma, da Hitler a Goebbels, nessuno dei gerarchi nazisti esibiva il “tratto ariano” (alti, biondi, occhi azzurri); perché, allora, consegnare il mondo ad una razza non terrestre così diversa da loro? Perché gli apostoli del Sole Nero erano nulla più che schiavi degli Ariani, esecutori materiali di un apocalittico progetto di conquista.
La dimora celeste degli Anunnaki celebrati dalla fantastoriografia moderna è Aldebaran, l’Occhio Sinistro del Toro, il simbolo degli Illuminati di Baviera stampato sulla banconota da un dollaro, quegli Anunnaki dalle corna di Toro che lo stesso Sitchin considera il corrispettivo biblico degli Angeli Caduti, non degli Elohim Creatori. Questo dev’esser chiaro: gli Anunnaki e le bestialità con sembianze taurine adorate da Sumeri e Cananei sono ANGELI CADUTI, Intrusi che hanno corrotto il mondo allontanando l’Uomo da Dio.
Da quale stella giungono gli Ariani Celesti?
Accademici, occultisti e medium nazisti non avevano dubbi (ma non troverete nulla a riguardo in italiano): gli Ariani di Hitler provengono da Aldebaran. Il loro nome è AldebAriani. Il loro idioma è l’Ana’kh, la “lingua degli Anunnaki”.
L’inganno è rivelato: GLI ARIANI SERVITI DAI NAZISTI SONO GLI ANUNNAKI SUMERI celebrati dalla parte oscura della ricerca mondiale e venerati dai potenti della Terra.
Cambiano le tecniche di persuasione, gli strumenti di divulgazione, i volti, le divise ma i Padroni restano.

Anunnaki e Ariani; due nomi, una razza, una stella, un solo intento: convincerci ad odiare il dio biblico, annichilirci con la mascherata dell’uomo/schiavo, lasciarci dominare e consegnarci a Loro.
Qualunque versione darà la Storia dei fatti esposti, un punto resta: io li ho smascherati. La celebrazione della falsa superiorità degli Anunnaki sumeri e l'umiliazione degli Elohim nostre guide vuol predisporre un mondo ostile al Nostro Fratello Maggiore, quando il Suo tempo verrà.
Noi non lo permetteremo. Lo chiamano “Falso Dio”, “Falso Testamento”. Io dico che il Falso vien da loro, dai Falsi Profeti degli Anunnazi.
È il momento di depurare l’aria dalla nauseante fragranza delle loro imposture; è il momento di far conoscere ovunque la verità che si cela dietro la più grande impostura degli ultimi 30 anni.
È tempo di riprenderci il pianeta.


- Ci vediamo al Bivio, ragazzi.

VVB

mercoledì 4 ottobre 2017

LA FINE DEL SECOLO DI SATANA: 13 ottobre 1917 - 13 ottobre 2017

Con un incidente che poteva costarmi caro, il 13 ottobre 2010 ha inizio la mia avventura nel mondo della ricerca. Ma qui le vicende personali sono un minuscolo, insignificante tassello che si perde nel grandioso mosaico costruito nei millenni.
13 ottobre 1884: dopo una visione che presagiva un imminente periodo di tribolazione durante il quale l’Umanità, sollecitata dal diabolico bisbiglio, avrebbe rivelato tutto il suo potenziale autodistruttivo, papa Leone XIII compose l’“Esorcismo contro Satana e gli Angeli Ribelli”, un potente formulario in grado di scacciare le presenze demoniache che occupano e usano corpi umani per compiere atti disumani. Il periodo di tribolazione è stato definito il “Secolo di Satana” e ha avuto inizio il 13 ottobre 1917, giorno dell’ultima apparizione mariana a Fatima.
Questa data ricorre in numerose altre vicende storiche:
- il 13 ottobre 1918, mentre è impegnato sul fronte belga, Hitler viene reso temporaneamente cieco dal gas iprite rilasciato da una granata inglese; i Tre Giorni di Buio che seguirono, aprirono il varco che trasformò lo spento caporale nel demoniaco Führer che bramava di cancellare ogni Giudeo dal pianeta;
- il 13 ottobre 1792 viene posata la prima pietra della Casa Bianca che, dal 1800, è la residenza dei Presidenti degli Stati Uniti d’America; 
- venerdì 13 ottobre 1307, il re Filippo il Bello decreta la fine dei Templari con l’arresto di 546 cavalieri, tra i quali Jaques de Molay, Ultimo Gran Maestro dell’Ordine.

Il valore simbolico che il numero 13 ha per la Via Oscura è espresso senza alcun pudore nei 13 livelli della piramide che sostiene l’Occhio degli Illuminati (l’Occhio del Toro, la stella Aldebaran) sulla banconota da un dollaro, ma la sua importanza strategica nella lotta tra Bene e Male risale alle origini dell’Antico Egitto quando, in corrispondenza di questa data, il Lato Luminoso conseguì un risultato di cui fornisco maggiori dettagli nel testo.
Ciò che conta, ora, è il significato che ha per noi il venerdì 13 ottobre 2017. Il giorno in cui si chiude il Secolo di Satana. Cosa implica la conclusione di questo periodo? Segna la fine della libertà incondizionata concessa all’Ombra per vessare le anime terrestri e condurre il mondo ad un passo dal baratro. Falsi Profeti e Senz’Anima sono stati sul punto di farcela. Ma siamo ancora qui. In pochi, meno rumorosi degli Altri, Ma Siamo Qui.

Abbiamo scelto questo giorno per lanciare un segnale, celebrare un nuovo inizio, porre sul cammino una pietra miliare con su scritto: “Ora si fa sul serio”. Abbiamo lasciato che oscurassero il Cielo con la fuliggine delle loro bassezze contro Noi che sogniamo, contro i Nostri Fratelli di Luce e contro Dio. Hanno risvegliato odio e antisemitismo, fomentato quella superficialità spicciola con cui si liquida il Sacro come qualcosa per cui provar vergogna. 
13 ottobre 2010. 
Scampato per volere supremo al sollievo dell’oblio, ho promesso e non mi sono pentito che, negli anni a seguire, avrei dedicato parte della mia vita allo studio e all’ascolto, per consentire a Tutti di conoscerlo come in molti vorrebbero non accadesse. 4 libri come 4 le lettere del nome.
Oggi posso dire di aver tenuto fede alla promessa. E ora TUTTI sapranno cosa si cela dietro l’inganno dell’irresponsabilità sociale di cui siamo stati vittime. Il loro tempo è finito; non abbiamo ceduto alle false parole dei Falsi Messia.
13 ottobre 2017. 
Adesso tocca a Noi.

- Ci vediamo al Bivio, ragazzi.
VVB

domenica 1 ottobre 2017

IL PRIMO SECOLO DEL TERZO MILLENNIO

Fino ad oggi, abbiamo concesso ad insaziabili profanatori il diritto di esprimere la loro opinione sul Sacro, sul Divino, sui Nostri Fratelli Celesti. Hanno apostrofato Cielo e Terra, Uomini e Déi spogliando ogni realtà di qualsiasi valore. Per il gusto di danzare su un mucchio di macerie.
Abbiamo ascoltato sbigottiti, molte volte in silenzio, spiazzati da tanto furore, da una così feroce e persistente ostinazione nel convincerci che siamo “esperimenti” realizzati da brutali “alieni”. E il peggiore di questi, dicono, sarebbe il Dio in cui crediamo.
Abbiamo temuto per noi stessi, consapevoli che, oggi, confermare il Nostro Amore per il Padre significa restare isolati, essere considerati scarti di un mondo che non vuole più sentir nominare Dio.
Abbiamo accettato che una parte del pianeta non solo si allontanasse, ma si impegnasse ad allontanarci da Lui. Ma siamo stati bravi. Abbiamo opposto resistenza. Non ci siamo piegati. Non siamo caduti in nessuna trappola. E ora siamo qui. Alle soglie della conclusione di un’Era di odio che non vuole mollare la presa sul nostro tempo.
Le Anunnakerie alla Sitchin hanno fatto il loro tempo. I giochi di prestigio dei suoi seguaci a noi contemporanei non ingannano più chi guarda verso l’alto.

Noi. Siamo. Il Nuovo.
Dimostrerò che la sistematica demolizione del Nostro Padre ha un mandante e un movente. Sul mandante, avremo modo di tornarci. Riguardo il movente, ogni anima coinvolta in questa sottile contesa, sa benissimo che, da tempo immemore, mistici, esoteristi, scienziati, politici, da Isaac Newton a Eliphas Levi, annunciano che il Primo Secolo del Terzo Millennio è il tempo in cui Egli si incarnerà e tornerà a vivere tra Noi. L'ossessiva profanazione della Bibbia ha scopo di preparare un mondo ostile al suo RITORNO.
Loro ci proveranno. Noi risponderemo.
Tenendo Fede all'Amore che non ci ha mai abbandonati.
Piero Ragone
VVB

martedì 26 settembre 2017

DESTINAZIONE TERRA


Il passaggio che unisce due vagoni in un treno medio da classe operaia ricorda l’ingresso delle case horror dei Luna Park anni ’80, quando ancora potevi veder pendere cavi elettrici e strutture portanti come parte integrante dell’attrazione.
Luci, musiche e suoni di sottofondo cedono il passo a tunnel tenuti assieme da braccia invisibili, echi profondi scanditi dal vento e voci metalliche diffuse da corni antichi. 
Le stazioni sono i luoghi degli addii e degli abbracci, dei “dolorosi doveri e degli strazianti distacchi”. 
L’essenza ontologica dei bambini dovrebbe essere giocare e ridere; eppure lì, davanti a me, c’ere una bambolina in miniatura in braccio al Padre; affannato, preoccupato, il Papà aveva premura di lasciare la piccola in tempo nel Luna Park vagante, prima della partenza, assieme a tutti gli altri piccoli, pronti per andare. Ma, quando lascia il fagottino su quel sedile, troppo grande per non rischiare di inghiottirla, la piccolina non sembra felice. Ha il broncio di chi deve decidere se vale la pena piangere. Il Padre la saluta con affetto, poi mormora paroline infantili, consegnando in quelle mani minute un biglietto con scritte incomprensibili.
                     

“Perché Papà mi sta lasciando? – avrà pensato la piccola - Non mi vuole più bene?”.
Si ostinava a guardare quel biglietto cartonato riversandogli contro il suo disprezzo. Era lui il colpevole. Lui la portava lontana da quel Padre che si rendeva ridicolo per attrarre l’attenzione della piccola, strappare ancora un lieve sorriso a quel musetto imbronciato. Ma la risposta della bambolina era il freddo sguardo vitreo di chi non vuole dire addio. Come se la colpa fosse del Padre o del biglietto. 
La meta è scritta, lì, tra quelle righe, ma appare ignota. Ancora troppo piccoli per leggere, non sappiamo ancora che quel viaggio ha un ritorno assicurato. “Ecco – diciamo – tutti i Papà fanno così: ti mandano con gli altri bambini in un posto in cui nessuno vorrebbe andarci”.
“Cosa vuole da noi questo luogo? E, se ne avrò bisogno, potrò chiedere a Papà di ritornare a prendermi?”.
Ma non c’è colpa nel Padre, che ci ha lasciati su quel treno, destinazione Terra, e non c’è colpa nel biglietto, perché quel viaggio è pagato con la nostra carta di credito karmica. 
È per dare a noi una chance di rimediare ad errori passati, e consentire al mondo di risollevarsi con il nostro aiuto. Per questo dobbiamo partire. 
Metterci in viaggio è nostro dovere. Ce la prendiamo con il Padre che ci accompagna, che si rende buffo per farci sorridere, che dice di star tranquilli, perché ritorneremo, e ci rivedremo, e rideremo ancora insieme. 
Non siamo lucidi abbastanza per comprendere che, metterci sul quel vagone, è il più grande Dono che Lui possa farci: il viaggio premio di una vita sul suo capolavoro azzurro.
Con la promessa scritta del ritorno. 
E la certezza che, ad attenderci presso i binari dei dolori addii, ci sarà ancora Lui, sorridente come lo è chi non ti vede da tanto tempo ... lo stesso Papà che non abbiamo voluto salutare, imbronciati, alla partenza, questa volta sarà lì per riprenderci.
E riportarci finalmente a Casa. 
VVB

domenica 20 agosto 2017

MEMORIE DELL’EDEN

La piccola casa era spuntata su una collina di zucchero, con un castello medievale e una chiesetta a proteggere i suoi orizzonti.

La notte sapeva essere così profonda da scoraggiare quelli della mia specie a guardarla negli occhi; si spingeva oltre una strada color carbone che si immergeva in una liquida oscurità e, da laggiù, proveniva di tutto: passanti, girovaghi, messaggeri, esseri di mondi innocui. A volte nel buio rantolava un  motore invisibile, un sibilo danzante, una musica senza strumenti.

Io sedevo sul palmo di una mano rosea contornata da alberi senza frutti e coperta da cieli pieni di amici. Le panchine, attorno, brillavano di lucciole di cartapesta.
E vedevo le vite sommerse, i viaggi ininterrotti tra il silenzio e le promesse; immaginavo i posti da cui provenivano, le parole che avevano inciso, i ricordi che avevano lasciato. Ero spettatore di ogni anima che voleva essere ammirata, che usciva dal buio e ritornava nel buio, illuminandosi solo nel tempo del passaggio.
Ero un re su un trono di arcobaleno.
E mi sentivo al centro del mondo.
Quel posto esiste. Il suo nome è ovunque. Cercate sulle mappe, cercate nelle cronache, cercatelo nei Testi Sacri.
Ma se non ci crederete non lo troverete.
Alcune favole hanno bisogno di essere vissute prima di essere trascritte.
VVB